Biomethaverse: innovazione per il biometano sostenibile

Il progetto BioMethaverse nasce con l'obbiettivo di accelerare lo sviluppo e la diffusione del biometano sostenibile in Europa.

BioMethaverse promuove un approccio innovativo alla produzione energetica, basato sulla valorizzazione di scarti organici provenienti da agricoltura, allevamento e rifiuti urbani. Attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, il progetto mira a rendere la produzione di biometano più efficiente, accessibile e competitiva.

Al centro dell’iniziativa vi è il modello dell’economia circolare: trasformare i rifiuti in risorse, ridurre l’impatto ambientale e contribuire concretamente alla decarbonizzazione del sistema energetico europeo. Il biometano prodotto può essere infatti immesso nelle reti esistenti o utilizzato come alternativa sostenibile ai combustibili fossili.

Benefici attesi

  • Aumentare il potenziale di produzione di biometano del 66% entro il 2030
  • Creare 294.000 posti di lavoro entro il 2030
  • Consentire un risparmio di 113 Mt di CO₂ equivalente (gas serra) entro il 2030
  • Ridurre i costi di produzione del biometano fino al 44%

Il consorzio

22 partners in 9 countries.
 22 partners in 9 countries: ISINNOVA, ENEA, CAP, POLIMI, SIAD, CIC (IT), EBA (BE), FAU, DBFZ, EE (DE), UABIO, MHP (UA), BLAG, CERTH (EL), RISE, CORTUS, WARTSILA, SGA (SE), ENGIE (FR), AERIS, LEITAT (ES), DTU (DK);​

Info in breve

Progetto Dettagli
Inizio Inizio ottobre 2022
Fine Fine marzo 2027
Tematica Produzione sostenibile di biometano, economia circolare
Finanziamento SI (Horizon Europe)

I casi studio

5 casi studio (Francia, Italia, Ucraina, Svezia e Grecia)

Saranno dimostrati cinque innovativi percorsi di produzione del biometano in cinque paesi europei. Quattro di tali impianti impiegano la digestione anaerobica convenzionale, mentre un impianto la gassificazione

I cinque casi studio considerati sono:​

- Elettrometanogenesi, processo elettrochimico + biochimico (Francia)​
- Processo biologico in-situ (Ucraina)
- Processo termochimico/catalitico (Grecia)​
- Processo biologico ex-situ (Italia)
- Processo biologico syngas ex-situ (Svezia)

Il caso studio italiano

Presso il depuratore di Bresso (WWTP), gestito da Gruppo CAP, è in corso l’implementazione di un modello dimostrativo volto all’efficientamento dei processi di recupero energetico dai fanghi di depurazione.

Il progetto coinvolge diversi attori con ruoli complementari: Gruppo CAP, in qualità di demo leader, coordina le attività in sito, l’integrazione delle tecnologie e la gestione operativa dell’impianto; il Politecnico di Milano cura l'attività di ricerca scientifica e la conduzione sperimentale dei reattori; SIAD si occupa dello sviluppo tecnologico, avendo progettato e realizzato l’unità di ozonolisi, conduce sperimentazioni sull'aumento di produzione di biogas su scala reale.

L’Infrastruttura Tecnologica

Il sistema si basa sull'interconnessione funzionale di quattro tecnologie pilota, mirate a ottimizzare ogni fase della filiera del biogas e del biometano:

  • Ozonolisi dei fanghi di depurazione

Il processo prevede il pre-trattamento dei fanghi tramite ozono per favorire la rottura delle pareti cellulari della biomassa e solubilizzazione della componente organica. L'obiettivo è incrementare la biodegradabilità del substrato, migliorando sensibilmente la successiva resa in biogas all'interno dei digestori.

  • Coltivazione di microalghe e recupero nutrienti

Un reattore dedicato permette la crescita di biomassa microalgale utilizzando la frazione liquida del digestato (ricca di azoto e fosforo) come fonte di nutrienti. Il processo consente la valorizzazione dei sottoprodotti e la produzione di nuova biomassa, trattando contestualmente una frazione liquida di difficile gestione.

  • Ex-Situ BioMethanation (EBM)

Questa unità, che rappresenta il cuore del caso dimostrativo italiano, implementa l'upgrading biologico del biogas. Attraverso l’iniezione di idrogeno ottenuto da elettrolisi e l’azione di microrganismi, la CO2 derivante dai processi di separazione convenzionali viene convertita in ulteriore biometano (CH4), massimizzando il recupero di carbonio.

  • Co-digestione anaerobica avanzata

L’unità di co-digestione è dedicata al trattamento congiunto di fanghi di depurazione, biomasse ozonizzate e microalghe. Questa configurazione è finalizzata a stabilizzare il processo biologico e validare l'incremento complessivo della produzione di biometano su scala pilota, in funzione del mix di biomasse prescelto.

 

 

 

 

Obiettivi del Sistema Integrato

L'architettura del caso studio permette di valutare, attraverso una modellazione integrata dei flussi, le sinergie tra le diverse unità di trattamento. L’obiettivo primario è la validazione tecnica di un ecosistema industriale capace di ridurre la produzione di fanghi di scarto e, contemporaneamente, elevare gli standard di produzione di energia rinnovabile. I dati raccolti in questa fase dimostrativa saranno fondamentali per le valutazioni di fattibilità tecnico-economica (TEA) necessarie alla futura scalabilità industriale delle tecnologie.