La falda acquifera

La falda libera, o meglio la falda freatica, è un accumulo di acqua sotterranea. L’acqua piovana, infatti, penetra nel terreno e si insinua in profondità fino a quando non trova uno strato impermeabile che la trattiene. Si formano così dei serbatoi naturali di acqua che sono a diverse profondità. I pozzi di prima falda hanno l’obiettivo di pescare dalla falda più superficiale (40-50 mt nel sottosuolo o anche meno) acqua che non può essere bevuta, ma è ottima per irrigare i campi e in genere per gli usi agricoli. Grazie a un pozzo di prima falda, si evita l'impiego di acqua di rete per gli usi non potabili, diminuendo lo sfruttamento delle risorse acquifere profonde. La falda profonda (intorno ai 100 mt di profondità o anche di più) è invece il serbatoio naturale da dove viene prelevata l'acqua per poi essere distribuita nelle case dopo una serie di analisi e controlli.

729 pozzi
di cui 79 pozzi di prima falda

realizzati da Gruppo CAP che costituiscono una rete di efficienza per il territorio

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  • I pozzi
  • I serbatoi
  • La rete idrica

Pozzi e trivellazioni

 

I pozzi servono per prelevare l'acqua dalla falda e possiamo considerarli la versione moderna del tradizionale pozzo che tutti conosciamo.

Prima di realizzare un pozzo è necessario effettuare indagini idrogeologiche per verificare la disponibilità d’acqua nel sottosuolo, sia in termini di qualità che di quantità.

Successivamente si procede a trivellare il terreno per raggiungere una o più falde acquifere, situate a profondità diverse.

Il pozzo consiste, in sostanza, in un foro di diametro variabile, fra i 60 e i 100 cm, nel quale si inserisce un tubo d’acciaio del diametro fra 20 e 50 cm. Attraverso una pompa sommersa l’acqua viene sollevata e spinta verso l’impianto di potabilizzazione se deve essere trattata oppure direttamente al serbatoio. 

Serbatoi d'acqua

 

I serbatoi, conosciuti comunemente come torri degli acquedotti, sono parte del panorama dei nostri territori, che tanto devono alla presenza dell’acqua e alla storia della sua gestione.

Ma a cosa servono queste strane, alte costruzioni?

I serbatoi sono destinati all’accumulo temporaneo e al successivo rilascio dell’acqua, in base alle richieste del sistema idrico. Il serbatoio deve quindi poter accumulare, nelle ore di minor consumo, le acque che arrivano dalla condotta per restituirle nelle ore di punta, contribuendo a mantenere così un equilibrio nell’erogazione della fornitura. Tale funzione del serbatoio è detta “di compenso”. 

A questa funzione occorre aggiungere la funzione “di riserva”, che permette di rendere disponibile un determinato volume d’acqua con cui fronteggiare situazioni straordinarie, come incendi, guasti, o interventi di manutenzione.

Reti di distribuzione

 

Come arriva l'acqua nelle nostre case?

Dopo esser stata prelevata dalle falde e trattata mediante il processo di potabilizzazione, l'acqua viene immessa in pressione alla rete di distribuzione, in modo che possa raggiungere tutti gli utenti del servizio.

I serbatoi, oltre alla funzione di accumulo e riserva della risorsa, svolgono un altro importante compito, perché servono a regolare la pressione dell’acqua nella rete idrica: dal serbatoio l’acqua raggiunge le case, almeno fino al quarto piano, solo grazie alla forza di gravità, senza bisogno di sistemi di pompaggio.

L'acqua e i cittadini

Riserviamo ai nostri clienti particolare attenzione e riceviamo molte soddisfazioni in cambio. Ecco i risultati di una ricerca su un campione di 2600 clienti sul territorio interrogati in merito ai nostri servizi.

97,2%

Soddisfatto dell’affidabilità del servizio

55,9%

Molto soddisfatto della qualità dell'acqua del rubinetto