Melegnano

Sostituzione reti idriche in fibrocemento

Il cantiere: cosa facciamo

Il progetto prevede la sostituzione integrale delle reti idriche nelle vie 8 Giugno, degli Abeti, dei Gelsi, dei Giacinti, dei Gigli, dei Gladioli, degli Olmi, dei Platani, dei Pini, degli Ulivi e Papa Giovanni XXIII a causa della vetustà delle condotte esistenti.
La rete idrica al servizio del comparto residenziale che sorge nel territorio ricompreso tra via Giacomo Frassi, via Giardino e via dei Gelsi è caratterizzata da problematiche di perdite idriche.
Tale criticità è stata ricavata incrociando diversi dati: i bilanci idrici, le segnalazioni giunte a Gruppo CAP e le rilevazioni dell'Ufficio Efficientamento Sistemi Acquedotto.
L’intervento rientra nella pianificazione di Gruppo CAP che periodicamente effettua attività di manutenzione di tutte le reti idriche del territorio, sostituendo in via preventiva i tratti di rete particolarmente vetusti.
Le attività di manutenzione programmata sono il principale strumento a garanzia della continuità ed efficienza del servizio.
In questo caso, poiché la rete esistente risulta essere in fibrocemento, si è deciso, una volta realizzata la nuova rete in materiale plastico (polietilene), di rimuoverla e smaltirla secondo le norme vigenti, garantendo in questo modo la sicurezza anche futura degli operatori e delle persone residenti nella zona.
 
Le tubazioni in fibrocemento, interrate e integre, non costituiscono una fonte di pericolo per la salute pubblica ma richiedono una manutezione particolare e condotta in assoluta sicurezza.

Per questo motivo la rimozione delle condotte è stata affidata a una ditta specializzata, iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali – categoria 10 “Bonifica di beni contenenti amianto”.
In particolare il progetto prevede la posa di circa 1950 metri di nuove tubazioni in PEAD che sostituiscono le condotte esistenti in fibrocemento, l'intervento sarà anche l'occasione per posare tubazioni di diametro maggiore, per migliorare ulteriormente la qualità del servizio. Nel dettaglio:
 

 

VIALUNGHEZZA (M)DIAMETRO (MM)DOVE
PAPA GIOVANNI XXIII335180da via Giardino fino al civico 30 della stessa via. Il tracciato interseca le vie degli Abeti, degli Olmi e dei Platani
DEI GIACINTI65110da via dei Pini fino al civico 8 della stessa via
DEI PINI210160da via Giardino fino all’incrocio con Via 8 Giugno 1859.
Il tracciato interseca le vie dei Giacinti, degli Olmi, Via degli Ulivi ed 8 giugno 1859;
DEGLI ABETI130160tra via dei Pini e via Papa Giovanni XXIII
DEI GLADIOLI120110/160da via degli Olmi fino al civico 14 della stessa via
8 GIUGNO 185970160da via dei Pini fino all’incrocio con via dei Tigli
DEGLI ULIVI70180da Via dei Pini fino all’incrocio con Via dei Platani
DEGLI OLMI240180tra via dei Pini e via dei Gladioli
DEI PLATANI185180tra via dei Gladioli e via Papa Giovanni XXIII
DEI GIGLI110160tra via Giardino e via Giovanni Falcone
DEI GELSI250180da via degli Olmi fino all’incrocio con via dei Cedri

 

La profondità media di scavo risulta pari a -1.40 metri da piano campagna.
Al termine dell’intervento, trascorso il periodo necessario per gli eventuali assestamenti, verrà ripristinato il manto superficiale e l’eventuale segnaletica orizzontale presente.
 

 

Dettagli cantiere

Prima di tutto viene preparato un piano di lavoro approvato dai Comuni e dalle autorità sanitarie. Le attività vengono realizzate da aziende e tecnici altamente specializzati, (iscritti all’Albo Nazionale dei gestori Ambientali abilitati per la bonifica dell’amianto e per il trasporto dei rifiuti pericolosi) con competenze specifiche, che garantiscono la totale sicurezza delle persone che lavorano nel cantiere, dei cittadini e dell’ambiente circostante. La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza sono affidati direttamente ai tecnici di Gruppo CAP. Il nostro primo obiettivo è la sicurezza. Sicurezza anzitutto per le persone che lavorano nel cantiere, che sono le più esposte a eventuali rischi se non si eseguono correttamente tutte le operazioni di manutenzione. Sicurezza per le persone che transitano o risiedono nelle vicinanze del cantiere. Sicurezza per l’ambiente e il territorio.

La prima misura di sicurezza è sapere esattamente dove sono le reti interrate: tracciato, profondità, materiali. Abbiamo quindi anzitutto raccolto tutte le informazioni relative alla presenza della rete in fibrocemento: oltre alla mappatura inserita nel nostro sistema informatico WebGis, sono state eseguite sul territorio indagini specifiche (geologiche, geofisiche e di campionamento).

30 giorni prima di iniziare a lavorare, abbiamo presentato il Piano di Lavoro alla ATS competente e al Comune.

FASE 1 - REALIZZAZIONE NUOVA RETE IDRICA
Prima di intervenire sulla rete in cemento-amianto, viene realizzata la nuova rete in accaio.

La prima parte del cantiere non ha quindi nulla a che fare con le tubazioni in cemento amianto, perché consiste nella posa e messa in esercizio della nuova rete, che viene collaudata e attivata.
A questo punto il tratto di rete in fibrocemento viene messa fuori esercizio, e l'acqua che arriva ai cittadini passa già dalla rete appena posata. Questa tecnica di lavoro di consente di non interrompere l'erogazione dell'acqua durante i lavori di sostituzione della rete idrica.

FASE 2 - RIMOZIONE DELLA VECCHIA RETE
Si procede a questo punto alla rimozione della rete in fibrocemento. Questa fase delle lavorazioni è quella che prevede diverse misure di sicurezza a garanzia delle persone che lavorano nel cantiere e dei cittadini che transitano o risiedono nelle vicinanze. 

RECINZIONI - Il cantiere sarà dotato di recinzioni specifiche (reti oscuranti in Polietilene ad alta densità o simili) per impedire l’accesso a estranei.

SCAVI - Rimosso il manto di asfalto, eseguiremo una prima parte di scavo con le macchine, senza toccare le tubazioni e bagnando il terreno per limitare l’emissione di polveri. Per scoprire le tubazioni si proseguirà con attrezzi manuali, facendo attenzione a non danneggiare i tubi.

TAGLIO - Se sarà possibile sganciare semplicemente le tubazioni in corrispondenza dei giunti, si procederà in questo modo, evitando di tagliare i tubi. Se questo non sarà possibile, le tubazioni verranno trattate con prodotti incapsulanti e si procederà al taglio controllato e protetto, eseguito con strumenti a bassa velocità di rotazione. Ponendo accanto al taglio un aspirapolvere con filtro assoluto per intercettare eventuali polveri.

CAPANNA PROTETTIVA - In alcuni casi le tubazioni verranno coperte e isolate con teli appositi e chiudendo ulteriormente la zona con una capanna modulare per proteggerla dal vento e dallo spostamento d’aria provocato dai mezzi di cantiere e dal transito dei veicoli.

MONITORAGGIO QUOTIDIANO - Ogni giorno vengono effettuati monitoraggi delle fibre disperse nell'aria, in modo da prevenire qualsiasi rischio per la salute.

RIFIUTI - Il terreno rimosso intorno alle tubazioni e le tubazioni stesse saranno imballate in opportuni sacchi contrassegnati e allontanati dal cantiere su mezzi certificati per essere trattate e smaltite, secondo quanto previsto dalla normativa, in discariche specializzate dedicate ai materiali contenenti amianto.

ANALISI DEL TERRENO - Prima di eseguire i rinterri, vengono prelevati campioni di terreno che verranno inviati a laboratori specializzati: se gli esiti indicheranno presenza di amianto si procederà ad asportare un ulteriore strato di terreno e a ripetere la verifica fino al raggiungimento di terreno vergine.

DISPOSITIVI DIPROTEZIONE INDIVIDUALI - Gli operatori addetti alle lavorazioni saranno equipaggiati con dispositivi di protezione individuale di terza categoria: non c’è quindi da preoccuparsi se si vedranno operai al lavoro con tute bianche, mascherine e guanti. Tutte queste protezioni sono a tutela delle persone che più sono esposte alla vicinanza con l’amianto. I lavoratori hanno inoltre seguito corsi specifici e sono specialisti di questo tipo di attività.

POSSBILI SOSPENSIONI - In caso di condizioni metereologiche particolarmente avverse, ad esempio se c’è molto vento, dovremo interrompere le lavorazioni a tutela degli operatori, ovviamente il cantiere verrà messo in sicurezza affinché non disperda polvere.

Cronoprogramma: a che punto siamo

Il cantiere apre a metà settembre con la posa della nuova rete in PEAD, a partire da via Papa Giovanni XXIII.

Nei mesi di ottobre e novembre, contestualmente ai collaudi, analisi e allacciamenti delle utenze in via Papa Giovanni XXIII, si inizierà a posare la nuova rete in via Olmi e in via dei Platani.

Durante i mesi di dicembre e gennaio si eseguiranno analisi, collaudi e allacciamenti in via Olmi e via dei Platani, mentre si inizierà a lavorare anche in via dei Gladioli e via dei Gigli.

Verso la metà di dicembre inizieranno i lavori di rimozione della vecchia rete in fibrocemento, a partire da via Papa Giovanni XXIII, per poi proseguire a gennaio/febbraio con via Olmi e via dei Platani, a marzo con via dei Gladioli.

Gennaio e Febbraio vedranno anche l'inizio della posa delle nuove reti in via dei Pini e via dei Giacinti, mentre la vecchia rete in queste vie sarà rimossa in aprile/maggio.

A questo punto si proseguirà nelle altre vie interessate dal progetto (via degli Abeti, via dei Gelsi, via dei Giacinti e via degli Ulivi).

Nel corso di questi primi mesi di cantiere saremo in grado di pubblicare anche il cronoprogramma relativo a queste altre vie.

 

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