Infrazione comunitaria

Il 31 dicembre 2015 è scaduto il termine previsto dall’Unione Europea per adeguare impianti e reti di depurazione e risolvere l’infrazione comunitaria, disciplinata dalla direttiva 91/271/CEE*.

Ad oggi nel Nord Italia il 15% del territorio non è a norma sul fronte di depurazione e fognatura, un dato che sale al 20% al Centro e che supera il 30% al Sud.

Gruppo CAP è riuscito a concludere in tempo i lavori necessari per affrontare e superare le sanzioni europee, con un investimento complessivo di 134 milioni di euro, che ha permesso il finanziamento di 111 interventi (53 conclusi nel 2014 e 58 nel 2015) in 60 comuni.

Per questo motivo il caso del Gruppo CAP è stato presentato dalla Struttura di Missione e dalla Regione Lombardia come best practice in tema di miglioramento della qualità ambientale.
 

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*La direttiva 91/271/CEE, recepita dall'Italia con il D.Lgs. 152/2006 (il cosiddetto Codice dell'Ambiente), nasce per tutelare l'ambiente e consentire l'immissione dei reflui prodotti solo dopo i trattamenti che rimuovono gli inquinanti. Si occupa degli agglomerati superiori a 2mila abitanti equivalenti, che presentano una o più delle seguenti criticità: assenza di reti fognarie, reti fognarie non collettate, assenza di impianto di depurazione, presenza di impianto di depurazione insufficiente e scarichi dell'impianto che non rispettano i limiti di concentrazione di inquinanti. Una misura di salvaguardia per fiumi e mari, per la conservazione della salute pubblica e, infine, per la valorizzazione dei territori.

 

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