Il 21 e 22 ottobre il sito ha ospitato città, imprese ed esperti europei per discutere la replicabilità del modello di bioraffineria urbana

Città, imprese, autorità ed esperti europei si sono incontrati il 21 e 22 ottobre alla BioPiattaforma di Sesto San Giovanni per confrontarsi sul futuro delle bioraffinerie urbane e sulla possibilità di trasformare rifiuti organici e fanghi di depurazione in nuove risorse.

L’occasione è stata il City Interest Group di CIRCULAR BIOCARBON, ospitato nell’ambito di un evento congiunto con il progetto europeo SYMBA, dedicato alla simbiosi industriale. Due giornate che hanno permesso ai partecipanti di osservare direttamente l’impianto in funzione e approfondire come un modello di bioraffineria urbana possa essere dimensionato, finanziato e adattato ai diversi contesti europei.

Al centro del confronto, l’esperienza sviluppata proprio alla BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, gestita da ZeroC, uno dei due impianti dimostrativi su scala reale di CIRCULAR BIOCARBON, insieme al sito di Saragozza, in Spagna.
 

A Sesto San Giovanni la sperimentazione su scala reale

Il progetto europeo punta a verificare la possibilità di applicare su scala industriale un trattamento congiunto e integrato della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) e dei fanghi di depurazione, superando la tradizionale gestione separata di questi flussi.

Gruppo CAP mette a disposizione gli impianti, i fanghi prodotti dal depuratore e la FORSU pretrattata, integrando tecnologie innovative nei processi industriali esistenti.

La sperimentazione si concentra in particolare sulla produzione di biomasse ricche di PHA, destinate allo sviluppo di bioplastiche, e sul recupero del fosforo contenuto nei flussi di processo, con potenziali applicazioni nella produzione di fertilizzanti e biostimolanti.

L’obiettivo è valorizzare materiali considerati scarti trasformandoli in prodotti ad alto valore aggiunto e sviluppare alternative bio-based in grado di contribuire a ridurre la dipendenza delle industrie dalle fonti di origine fossile.
 

Dalla sperimentazione alla replicabilità

La sfida, infatti, non riguarda soltanto la tecnologia, ma la possibilità di trasferire queste soluzioni in città e territori con caratteristiche diverse.

La dimensione del potenziale è significativa: secondo i dati Eurostat relativi al 2023, i rifiuti organici rappresentavano il 28,8% dei rifiuti municipali europei, evidenziando il ruolo che questi flussi possono assumere nello sviluppo di nuovi modelli di economia circolare e valorizzazione delle risorse.

Il confronto ospitato a Sesto San Giovanni ha permesso quindi di mettere in relazione la sperimentazione industriale con le esigenze concrete delle città europee, affrontando gli aspetti necessari per portare il modello oltre i singoli siti dimostrativi: dimensionamento, sostenibilità economica, finanziamento e adattamento ai diversi contesti urbani.

È in questo passaggio dalla sperimentazione alla replicabilità che l’esperienza della BioPiattaforma assume una dimensione europea: non solo un luogo in cui testare nuove tecnologie, ma un caso concreto su cui confrontarsi per capire come gli scarti delle città possano diventare risorse per nuovi processi industriali.